| Indietro all’Indice |
| Il mestiere di avvocato -Sai che mi è capitata tra le mani una causa davvero strana! - aveva esclamato l’avvocato Romualdo. -Ah sì?- aveva detto la sua amica Anna, -Dai racconta. -In ufficio mi venne a trovare un uomo imputato di spaccio di droga. Diceva di essere stato accusato ingiustamente e incastrato perché voleva il diritto di occuparsi della propria figlia. Era divorziato e la moglie aveva un nuovo compagno. - -E che c’entrava la droga? - -Fu trovata della cocaina dentro la sua auto, ma guarda caso, proprio dopo aver rifiutato di firmare il passaporto della figlia dodicenne che doveva andare a vivere in Messico con la madre e il suo uomo. - -E tu cos’hai scoperto?- La curiosità di Anna s’era risvegliata. -Dopo molte indagini e dopo che lo sventurato padre aveva trascorso alcuni mesi in carcere, io riuscii a capire che la cocaina l’aveva messa la sua ex suocera. - -Accidenti! La sua ex suocera? - -Sì, proprio lei. Per ripicca e per consentire alla figlia di agire liberamente, aveva cercato di distruggere l’esistenza del mio cliente, senza curarsi del fatto che rappresentava comunque il padre di sua nipote. - -Uno schifo!- Anna era sconcertata, -Non capisco come si possa arrivare a tanto! - -Taluni sono crudeli, - aveva osservato Romualdo - si comportano come Hitler, cioè si sono abituati a essere spietati sentendosi con la coscienza pulita e dalla parte della ragione. Probabilmente quella nonna si era convinta di agire per il bene della nipote. - -E il padre ottenne di poter stare con la figlia? - -Sì, quando vincemmo la causa, la bambina fu affidata al padre. L’ex suocera e la moglie furono condannate. - Romualdo si era reso conto d’avere suscitato l’ammirazione dell’amica e aveva continuato a narrare: - Quando all’università studiavo Giurisprudenza, il professore ci diede un questionario. Essendo un discreto studente risposi prontamente a tutte le domande fino a quando arrivai all'ultima: <Qual è il nome di battesimo della donna delle pulizie di quest’aula?> Sinceramente mi pareva proprio uno scherzo. Avevo visto quella donna molte volte: era alta, capelli scuri, avrà avuto una cinquantina d’anni, ma non conoscevo il suo nome di battesimo. Consegnai il mio test lasciando questa risposta in bianco e, poco prima della fine della lezione, domandai se l’ultima domanda avrebbe contato ai fini del voto. - -E’ chiaro!- rispose il professore, -Nella vostra carriera voi incontrerete molte persone. Hanno tutte il loro grado d'importanza. Dovrete conoscerne il nome. Esse meritano tutte la vostra attenzione, anche con un semplice sorriso o un semplice saluto. - Non dimenticai mai questo insegnamento e imparai che il nome di battesimo della donna delle pulizie era Santina. Non solo, da allora m’informai sempre del nome di tutti quelli che incontravo. Mi presentavo e dicevo il mio nome. Per esempio, quando incontravo lo spazzino del mio quartiere, lo salutavo dicendo: “Buon giorno signor Vincenzo”. |
| Indietro all’Indice |